Apre una nuova comunità per minori in difficoltà a Genova Nervi
La Cooperativa Sociale Minerva Onlus inaugura un nuovo servizio a supporto di giovani ragazze con problematiche familiari
Genova, 8 luglio 2010 - Ha aperto ufficialmente la nuova comunità educativa per minori in difficoltà (CEA) sita a Genova Nervi in Via del Commercio 13/3, inaugurata alla presenza del Presidente del Municipio 9 Levante Francesco Carleo, dell'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Genova Roberta Papi, del Direttore Sociosanitario di Genova Levante Daniela Mortello e dalla Coordinatrice ATS Genova Levante Rita Parati.
La nuova struttura, realizzata e gestita dalla Cooperativa Sociale Minerva Onlus, che opererà anche in accreditamento con il comune di Genova è nata con l'obiettivo di offrire un contesto favorevole alla crescita e allo sviluppo personale di ragazze provenienti da nuclei familiari in difficoltà, assegnate dal Tribunale dei Minori e in carico ai servizi sociali.
Il centro, aperto 24 ore su 24, per 365 giorni l'anno, è progettato per accogliere fino a 12 ragazze di età compresa fra i 13 e i 18 anni supportate nel loro percorso da personale specificatamente formato. E' possibile la permanenza delle ospiti anche oltre il compimento della maggiore età, laddove esistano presupposti quali la prosecuzione del progetto mirato all'autonomia, il provvedimento di affido ai servizi da parte del Tribunale. Sono previsti anche inserimenti brevi, di massimo tre mesi, finalizzati alla sola osservazione del minore, utile all'individuazione delle risorse e delle potenzialità necessarie alla formulazione di un primo progetto quadro.
"L'obiettivo che la nostra cooperativa si è posta aprendo questa nuova comunità è quello di fornire un contesto abitativo autentico e affettivamente adeguato alle necessità di crescita e recupero delle ragazze, ma anche di sostenere le famiglie nel recupero delle proprie capacità educative" spiega Maria Pia Caprini, Presidente della Cooperativa Minerva "Ogni ospite seguirà un progetto educativo individuale (PEI) definito insieme all'Ambito Sociale Territoriale di competenza che, improntato sulle esigenze dei singoli, seguirà obiettivi e metodi personalizzati. Le nostre aree di intervento si focalizzeranno nel dare un supporto a un percorso volto alla ricerca e al raggiungimento dell'autonomia, aiuto nel risolvere inadeguatezze affettivo/relazionali e sostegno alla formazione scolastica/professionale in stretto rapporto con le scuole e i corsi professionali, finalizzato al monitoraggio della partecipazione e del rendimento complessivo. Assumendo in carico la persona come nodo di una rete complessa di relazioni e sistemi di riferimento, forniamo interventi educativi che coinvolgono le famiglie per il sostegno alla genitorialità, alla mediazione dei conflitti, alla prevenzione delle dipendenze, avvalendoci - laddove il nucleo sia della zona di riferimento - della rete con i servizi territoriali in rapporto stabile e strutturato di collaborazione".
La comunità, situata in un immobile di 270 mq completamente ristrutturata e dotata dei sistemi previsti dalle norme di sicurezza, regolarmente monitorata dai responsabili interni e da uno studio di consulenza esterno specificamente abilitato, è composta da sei stanze da letto per le ospiti, tre servizi igienici, un'ampia cucina, sale di aggregazione, studio e relax, nonché di una stanza e un ufficio per il personale.
Questo nuovo servizio risponde concretamente alle esigenze del territorio, fornendo un nuovo spazio familiare e di accoglienza a soggetti che necessitano di una particolare cura e attenzione.
Comunità Educativa Assistenziale della cooperativa Minerva
(per informazioni) scarica il depliant
La Comunità si trova a Genova Nervi, quartiere residenziale sul mare, in un appartamento, completamente ristrutturato, composto da:
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sei camere da letto doppie riservate alle ragazze ospiti,
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una camera singola per l'educatore,
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una sala da pranzo,
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una sala studio,
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una cucina,
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tre ampi bagni,
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una piccola lavanderia,
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una dispensa
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un ufficio
La casa è in regola con i requisiti strutturali stabiliti dalla Regione Liguria e con le norme di sicurezza previste, regolarmente monitorate dai responsabili interni e da uno studio di consulenza esterno specificamente abilitato.
Destinatari e offerta della comunità
La Comunità di Minerva può accogliere in forma residenziale fino a 12 ragazze di età compresa fra i 13 e i 18 anni provenienti da nuclei familiari in difficoltà in carico ai servizi sociali. È possibile la permanenza anche oltre il raggiungimento della maggiore età, laddove esistano presupposti per la prosecuzione del progetto mirato all'autonomia, ed il provvedimento del Tribunale di prosieguo amministrativo.
Sono previsiti anche:
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inserimenti residenziali brevi in emergenza, di massimo tre mesi, finalizzati all'osservazione della minore o a fornire un periodo circoscritto di distacco dall’ambiente familiare in particolare situazione di crisi
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inserimenti semi residenziali (in caso di disponibilità di posti al momento della domanda e su richiesta del servizio inviante) volti a favorire quelle situazioni dove non è necessario l’allontanamento da casa delle ragazze, ma occorre garantire loro la presa in carico educativa quotidiana.
Queste due modalità sperimentali di inserimento, permettono di gestire con gradualità il distacco ed il riavvicinamento all'ambiente familiare fra nucleo di origine e minore affidata ai servizi.
Obiettivi e metodo
Obiettivo della comunità è offrire un sistema integrato di servizi alle ragazze e alle loro famiglie, fornire un contesto residenziale quanto più possibile "famigliare", favorevole alla crescita ed allo sviluppo personale delle ragazze, supportate nel percorso da educatori professionali e psicologi.
Per ogni ragazza inserita viene predisposto, in collaborazione con l'Ambito Sociale Territoriale di competenza, il Progetto Educativo Individuale (P.E.I.) che definisce gli obiettivi e gli strumenti delle diverse aree di intervento (scolastica/professionale, affettivo/relazionale, autonomia).
Il metodo di intervento si ispira prevalentemente al modello sistemico-relazionale, assumendo quindi la persona in carico come nodo di una rete complessa di relazioni e sistemi di riferimento: tale nodo è quindi il centro dell'intenzionalità educativa attuata dagli educatori della comunità.
Conseguentemente, nella prospettiva sistemica, l'équipe della comunità offre anche interventi educativi integrati con i servizi della zona, con la possibilità di coinvolgimento delle famiglie per il sostegno alla genitorialità, la mediazione dei conflitti, la prevenzione delle dipendenze, avvalendosi della rete stabile, strutturata ed operativa, con i servizi territoriali (Gruppo Interservizi Valutazione della Genitorialità, Gruppo Territoriale prevenzione Maltrattamento e Abuso, Centro Servizi del Levante, ATS 51, U.O. Ser.T Centro Levante - Distretto 13, Consultorio Familiare, Centro Giovani, Salute Mentale, Agenzia Giovani Adulti per l'orientamento professionale).
Viene inoltre mantenuto un rapporto costante con le scuole e i corsi professionali, finalizzato all'orientamento formativo, al monitoraggio della partecipazione e del rendimento complessivo.
Organizzazione
Le "comunità di Minerva" è aperta 365 giorni all'anno, 24 ore su 24; i turni degli educatori sono organizzati in modo da garantirne la presenza di un operatore durante la notte e di tre figure educative durante il giorno, con la compresenza di due educatori nelle fasce orarie di maggiore necessità (ore 15 - 21)
Le giornate si svolgono con ritmi di tipo familiare: risveglio e colazione, scuola o lavoro, rientro a pranzo, compiti (con sostegno, se necessario, degli educatori), attività sportive o di tempo libero, rientro e cena; vengono inoltre condotti dagli educatori laboratori di attività specifiche nei pomeriggi e per ognuna delle ragazze, in base allo specifico progetto, verranno stabiliti contenuti, tempi ed autonomie differenti.
Nel fine settimana si concentrano generalmente i rientri in famiglia o gli incontri protetti (ove previsti): diversamente, per chi non ne può godere o non ha accesso a spazi significativi di autonomia esterna, vengono organizzate attività di svago e culturali con l'educatore come gite, cinema, teatro, musei.
In estate vengono organizzate due settimane di vacanze, di solito in località di mare: su programmazione settimanale, si prevede la partecipazione a sagre di paese, gite al Parco Acquatico, località di campagna, cinema estivi, oltre che la regolare frequentazione delle spiagge locali.
La preparazione dei pasti, secondo la tabella del menù predisposta, è a cura degli educatori; questi, nelle pulizie dei locali, saranno coadiuvati da una persona di servizio e dalle ragazze, come attività di riordino e cura degli spazi propri e comuni.
Le ospiti si riuniscono una volta alla settimana, generalmente alla presenza di un educatore con il compito di modulare e stimolare il confronto, per discutere i problemi interni al gruppo, proporre iniziative, negoziare regole o altro: della riunione viene stilato verbale.
Equipe
L'équipe si compone di:
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un coordinatore educatore professionale con esperienza pluriennale nella gestione di servizi residenziali in campo sanitario e sociale, responsabile del progetto complessivo della comunità e dei rapporti con gli interlocutori istituzionali e le famiglie;
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fino al numero di sei educatori per mantenere sempre inalterati i rapporti numerici educatore/minori come stabilito nei requisiti strutturali. Gli educatori sono in possesso di titoli di laurea (Educazione Professionale e Psicologia) o di titolo abilitante alla professione (diploma di educatore della Regione Liguria) e hanno esperienza pluriennale nel lavoro con gli adolescenti. Ogni educatore svolge funzioni specifiche nella gestione della comunità (ad esempio: responsabile approvvigionamento, visite mediche e controlli sanitari, amministrazione etc.)
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psicologo con funzioni di: consulenza e valutazione psicologica delle ospiti; sostegno delle minori durante la permanenza in comunità, con specifico riferimento agli obiettivi, formativi ed educativi, predisposti per le ragazze; conduzione, insieme con il coordinatore della comunità, dei gruppi settimanali rivolti ai familiari delle ragazze.
Lo psicologo avrà modo di confrontarsi periodicamente con il coordinatore della struttura e con gli educatori, al fine di riflettere sull'andamento dei progetti educativi individualizzati.
L'équipe si riunisce una volta alla settimana per programmare le attività, monitorare l'andamento generale della comunità e dei singoli progetti, discutere gli interventi educativi, accogliere e valutare le richieste di inserimento o definire dimissioni, aggiornare P.E.I.. L'ordine del giorno della riunione è a cura del coordinatore e viene comunicato almeno due giorni prima; successivamente viene redatto il verbale.
La struttura accoglie anche tirocinanti provenienti dal corso di Laurea Triennale in Esperto di Processi Formativi in Scienze dell'Educazione, in Educazione Professionale, in Scienze e Tecniche Psicologiche, dal corso quadriennale in Scienze della Formazione Primaria, nonché dai corsi quinquennali in Psicologia, in Scienze pedagogiche e in Medicina. Le modalità e i contenuti di tali tirocini saranno stabiliti dalle convenzioni stipulate con le facoltà.
L'équipe si avvalerà di un intervento quindicinale di supervisione, di un piano annuale di aggiornamento e formazione e partecipa alla formazione continua per il processo di "messa in qualità" della struttura. É garantito l'aggiornamento continuo in materia di "privacy", nonché l'attuazione di tutti i provvedimenti atti a garantire la protezione dei dati personali sensibili.
Viene regolarmente prevista la formazione in materia di sicurezza (decreto 81) e HACCP.
Inserimenti e dimissioni
La richiesta di inserimento avviene su iniziativa dell' ATS del Comune di Genova - o in caso di posti disponibili anche di altri Comuni - che ha in carico la minore, inviando alla comunità apposita scheda di presentazione accompagnata dalla documentazione relativa alla ragazza.
La domanda viene inserita nella lista d'attesa, che procede secondo criteri di ordine di arrivo della scheda di presentazione della minore ed eventuale urgenza documentata dagli operatori di riferimento.
La domanda viene valutata nella riunione di équipe immediatamente successiva, seguendo alcuni criteri, quali: caratteristiche della ragazza in relazione alle problematiche espresse, compatibilità con il gruppo presente, risorse di rete e progettuali disponibili al momento per il percorso educativo.
La risposta viene comunicata all'A.S. di riferimento entro il giorno successivo alla riunione: in caso positivo, vengono avviate subito le attività propedeutiche all'inserimento, cioè incontro con gli operatori dell' ATS di riferimento, con la famiglia, conoscenza della ragazza con invito in comunità e presentazione al gruppo delle ospiti.
Si prevedono deroghe a tale procedura solo in presenza di una effettiva situazione di assoluta emergenza, per la quale la comunità garantisce la tempestiva accoglienza della ragazza per un tempo limitato (massimo tre mesi) in attesa di definizione del progetto da parte dell'ATS.
Per quanto riguarda le dimissioni, dopo confronto con l'ATS di riferimento, queste avvengono per conclusione del progetto stabilito o per nuove esigenze emerse per le quali la comunità non dispone delle risorse necessarie; la mancanza del rispetto delle regole della comunità (in particolare allontanamenti non autorizzati, comportamenti a rischio etc.), generalmente non costituisce di per sé motivo di dimissione ma di ridefinizione dell'accoglienza e del progetto educativo, eccetto nei casi in cui essa pregiudichi l'equilibrio complessivo della comunità.
Progetto Educativo Individuale
Dopo un periodo di osservazione di circa un mese, viene definito il P.E.I. insieme all'ATS di riferimento Tale progetto individualizzato tiene conto degli specifici bisogni della minore e contiene: l'indicazione dell'educatore di riferimento, i principali obiettivi educativi, gli strumenti utilizzati per il loro raggiungimento, e i tempi approssimativamente previsti.
Il P.E.I. è strutturato per aree di intervento: quella della formazione scolastica o professionale, quella dell'autonomia nella gestione della propria persona e nei progetti di vita, l'area dello sviluppo affettivo/relazionale. Nel progetto vengono definiti tempi di attuazione dell'intervento educativo rivolto alla minore e sono precisati i momenti dedicati alle verifiche in itinere del progetto stesso.
Il P.E.I. viene periodicamente aggiornato e sottoposto a verifica, almeno ogni tre mesi, sia dall'équipe interna della comunità, sia dagli operatori dei servizi sanitari coinvolti, con i quali si concordano gli indicatori ritenuti significativi per la valutazione dell'andamento del progetto.
Per ogni necessità di confronto, aggiornamento e comunicazione relativi al P.E.I., gli operatori dei servizi possono contattare l'educatore di riferimento della minore o il coordinatore della comunità.
A seconda degli obiettivi e dei bisogni individuati nella minore e nella sua famiglia, l'équipe attiverà risorse specifiche di intervento anche in rete con i partner territoriali: incontri protetti, mediazione dei conflitti, sostegno alla genitorialità e quant'altro ritenuto opportuno dal servizio inviante per favorire l'emancipazione del nucleo dalla condizione di disagio.
Accompagnamento nell'uscita dalla comunità
La comunità può offrire anche un servizio, attivato su richiesta del servizio sociale inviante, che intende agevolare il percorso:
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di rientro in famiglia, offrendo la prosecuzione dell'intervento educativo anche nel contesto famigliare. Tale soluzione favorisce il coinvolgimento dei familiari e il recupero delle funzioni genitoriali. Il servizio è condotto da un educatore individuato dall'équipe della comunità insieme al servizio inviante, in modo da garantire continuità, coerenza e qualità al sistema di intervento. Viene previsto per un tempo massimo di tre mesi.
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di autonomia, qualora si rivolga a maggiorenni (prosieguo amministrativo) in situazione di futura collocazione anche extrafamiliare. Insieme al servizio di riferimento, si costruiscono i percorsi necessari alla formazione di una propria autonomia sociale, attraverso accompagnamento in attività di formazione, bilancio di competenze, stage ed inserimento lavorativo, reperimento di collocazione abitativa e gestione della stessa. Anche in questo caso, è l'équipe della comunità insieme con il servizio inviante ad individuare l'educatore preposto e le agenzie territoriali, presenti nella rete, cui riferirsi.
Spazio comune per i genitori
Rappresenta un'opportunità che viene offerta ai genitori o ai familiari coinvolti nel progetto educativo, qualora se ne valuti l'opportunità con il servizio inviante.
Si tratta di uno spazio di incontro di un'ora e mezza settimanali, gestito dal coordinatore della comunità e dallo psicologo, nel quale i familiari possono esprimere le proprie difficoltà nella gestione del distacco dalla ragazza inserita in comunità, essere sostenuti nel recupero di funzioni genitoriali, discutere dubbi e preoccupazioni su aspetti di ordine educativo.
L'intento è quello di aiutare i familiari a elaborare la loro attuale condizione (genitori con parziale limitazione della patria potestà per affidamento al comune dei figli minori), accompagnandoli gradualmente a rivolgersi a gruppi di confronto per genitori di adolescenti in difficoltà già attivi nel territorio.
Sistema Qualità
La comunità intende conseguire la soddisfazione delle esigenze implicite ed esplicite dei Clienti (fruitori e finanziatori dei servizi) e di quelle cogenti (prescrizioni di legge), attraverso l'applicazione del Sistema di Gestione per la Qualità basato sulla norma UNI EN ISO 9001:2000, e la capacità di individuare e gestire i punti critici di tutti i propri processi.
Il Sistema di Gestione regolamenta i processi svolti all'interno delle strutture in modo pianificato, documentato e teso al conseguimento dei seguenti scopi:
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miglioramento costante del livello di affidabilità dei servizi e dell'efficienza dei processi attraverso una gestione più adeguata delle risorse infrastrutturali, informative ed umane;
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massima attenzione alla centralità della persona;
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formazione continua del personale per garantirne il necessario livello di competenza;
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coinvolgimento e motivazione del personale al raggiungimento degli obiettivi per la Qualità ed al soddisfacimento delle esigenze dei Clienti (portatori di interesse);
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adeguamento e/o sviluppo dei servizi alle sollecitazioni ed alla evoluzione dei bisogni, segnalati o manifestatisi nel territorio;
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ottimizzazione dei flussi informativi sia all'interno che all'esterno delle strutture.
Tutto ciò viene perseguito agendo su tre livelli:
1. Progettazione e organizzazione dei servizi tenendo conto di:
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processi relazionali interni, prevedendo il coinvolgimento degli operatori nelle scelte operative, con modalità non rigidamente gerarchiche, ma legate alle funzioni;
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processi relazionali con gli utenti, tramite l'ascolto, la valorizzazione, il riconoscimento delle capacità a partire dalle oggettive condizioni di sofferenza e disagio;
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processi relazionali con i soggetti esterni (committenti, fornitori) tramite la condivisione, per quanto possibile, della missione sociale della struttura stessa.
2. Documentazione delle attività, nella consapevolezza che non è sufficiente fare bene ciò che si è chiamati a fare, ma è necessario anche documentare ciò che si è fatto, affinché si possa operare una verifica e mantenere una memoria condivisa e condivisibile delle prassi e dei relativi risultati ottenuti.
3. Verifica e revisione, cui è soggetto tutto il sistema di gestione, in modo da poter garantire sempre, al committente e all'utente, un servizio, sì basato su di una lunga esperienza, ma anche costantemente aggiornato e adeguato alla realtà dei bisogni e richieste di servizio, nel momento in cui si manifestano.
Comunità Educativa


